Il futuro dell’Abruzzo? Riuscire a far convivere Industria, Turismo, Sviluppo sostenibile e Ambiente. Al primo posto però c’è l’Industria, che resta il principale asset strategico della regione. Il mio commento su Il Messaggero. 

Il recente accordo con il quale attraverso la Sevel FCA e Groupe PSA hanno scelto di prolungare fino al 2023 la loro collaborazione nella produzione di veicoli commerciali leggeri, è la conferma di quanto l’industria sia decisiva nella costruzione dell’Abruzzo del futuro.

Industria ed export, come è stato anche ribadito qualche giorno fa durante la presentazione del Piano Export II con ICE, Centro Estero delle Camere di Commercio e Regione, costituiscono i driver fondamentali per pianificare e programmare la missione del nuovo Abruzzo.

Ed è proprio intorno alla definizione e all’attuazione della strategia di politica industriale ed economica, che la Regione presieduta da Marsilio si giocherà una parte consistente della sua credibilità.

Dopo il fallimento del modello di Regione Facile proposto nel 2014 dal centrosinistra, la priorità della prossima Giunta regionale, infatti, sarà quella di rilanciare gli investimenti industriali, mantenendo gli insediamenti esistenti e, attraverso una misura strategica come la ZES (Zona Economia Speciale), attrarre nuove imprese.

Le affermazioni del sindaco de L’Aquila Biondi, che ha chiesto alla Regione di riequilibrare il rapporto tra la costa e le aree interne in termini di investimenti e capacità di attrazione, e la posizione forte del sindaco di Pratola Di Nino, che ha insistito nei mesi scorsi perché la Valle Peligna fosse inserita nella ZES, testimoniano ancora una volta che l’Abruzzo del futuro può essere costruito solo mettendo a sistema e a reddito l’intermodalità, per dare vita ad un unicum a fiscalità agevolata.

Dal 2014 l’Abruzzo ha dovuto fronteggiare 109 crisi industriali. I dati Istat sull’occupazione nel III trimestre 2018 (l’Abruzzo rispetto allo stesso periodo del 2017 ha perso 26mila posti di lavoro, con il tasso di disoccupazione che è salito pericolosamente al 12,1%) hanno confermato che in una fase di recessione senza il rilancio degli investimenti industriali e delle infrastrutture una regione debole come l’Abruzzo continuerà ad arretrare. E questo nonostante le ottime performance in termini di produzione ed export di settori che sono tornati ad essere decisivi anche a livello internazionale per lo sviluppo delle Pmi, come il pellettiero e l’abbigliamento, oltre alla conferma del farmaceutico.

Questo tema introduce la ridefinizione della missione delle Partecipate dalla Regione. Sarebbe auspicabile, infatti, che l’attuazione della ZES passasse attraverso una Cabina di Regia affidata ad Abruzzo Sviluppo, che deve finalmente diventare un vero e proprio facilitatore degli investimenti, facendosi carico di tutte le pratiche di insediamento delle aziende (previa verifica delle aree industriali a disposizione di Arap e dei Comuni), dalla fase di scouting all’agevolazione da applicare, trasformandosi nei fatti in uno Sportello Unico Regionale delle Attività Produttive.

In un momento di incertezza dell’automotive, FCA e Groupe PSAhanno dato un segnale chiaro al mercato (e all’Abruzzo). Sta alla nuova Regione coglierlo e trasformarlo in opportunità concrete, che diventino il biglietto da visita dell’Abruzzo del futuro.