Parlare di sistemi urbani e di comunità intelligenti ed efficienti è considerata oggi una necessità ineludibile, non più solo un’alternativa. Nel 2017, infatti, è stata generata una moltitudine di dati pari al doppio di tutti i dati prodotti dalla storia dell’uomo fino al 2016.

Continuare pertanto a parlare di smart cities appare oggi così frammentato, perché non si producono soluzioni efficienti a livello sistemico.

Per questa ragione l’Osservatorio Nazionale sulle Infrastrutture di Confassociazioni ha lavorato alla redazione di un Paper, dal titolo I-Volution, l’Italia che innova, con il quale intende offrire delle linee guida per promuovere una gestione integrata e sostenibile dei modelli urbani, e individuare al contempo le strategie, le azioni e gli strumenti idonei a produrre uno sviluppo omogeneo ed articolato del Paese.

A tal proposito risulta più appropriato ed opportuno discutere di Smart Valley, intese come un Progetto Paese che, oltre agli investimenti e alle azioni circoscritte ai singoli distretti o alle città, coinvolga l’intero territorio nazionale, per reagire in maniera tempestiva e proattiva ai nuovi bisogni e alle nuove esigenze delle comunità digitali, trasformandoli in opportunità di crescita.

Il Paper è stato presentato il 21 marzo nella Sala Gialla del CNEL dal presidente di Confassociazioni Angelo Deiana e da Stefano Cianciotta, presidente dell’Osservatorio nazionale sulle Infrastrutture di Confassociazioni .

Alla presentazione e alla discussione hanno partecipato alcuni rappresentanti del mondo della innovazione e della ricerca, che sono stati chiamati ad offrire il proprio contributo sui temi che Confassociazioni metterà in agenda. Tra gli altri interverranno il presidente del Cnel Tiziano Treu, il ministro plenipotenziario della Germania Irmgard Maria Fellner, Alessandro Beulcke del Nimby Forum, il presidente di Ifel (Fondazione Fiscalità locale di Anci) Guido Castelli, Roberto Chivilò, dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Pietro Putti, presidente del Gestore Mercati Energetici.
“Il tema delle Smart Valley, hanno affermato in apertura dei lavori Deiana e Cianciotta, non sembra essere ancora al centro del dibattito italiano. In altre realtà europee ed internazionali, invece, è già oggetto di riflessione, analisi e sperimentazione. C’è bisogno pertanto di stimolare un percorso strutturato che avvii anche in Italia la costituzione di un ecosistema positivo e dinamico di relazioni ed interconnessioni. Le problematiche legate al cambiamento tecnologico stanno impattando gli assetti sociali, demografici, economici ed istituzionali a livello globale. Per questi motivi anche in Italia il concetto di Smart Valley, che supera la logica territoriale dei Distretti industriali e delle Smart Cities, sembra risultare la soluzione più adeguata per rispondere a queste sfide, poiché rappresenta il giusto equilibrio tra una pianificazione urbanistica intelligente, che utilizzi in maniera sostenibile le risorse naturali e valorizzi il capitale umano di chi vive ed opera nelle nuove comunità digitali, che sono sempre più ampie ed articolate”.