Nella classifica degli obiettivi sostenibili fissati dall’Onu, è Teramo a primeggiare tra i capoluoghi abruzzesi. La ricerca è stata condotta da ricercatori de La Sapienza, Unitelma Sapienza e Università de L’Aquila. Il mio intervento su Il Messaggero a commento della ricerca.

Ombre e luci per le città abruzzesi sul raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. Una recente analisi, condotta da Idiano D’Adamo, Massimo Gastaldi e Piergiuseppe Morone in una collaborazione tra Sapienza, Università dell’Aquila ed UnitelmaSapienza, ha confrontato la performance di 103 città italiane sulla base di 45 indicatori associati allo sviluppo sostenibile.

La performance dei comuni abruzzesi fa registrare Teramo al 46° posto e L’Aquila al 57°, poco al di sopra della media nazionale. Situazione peggiore registrano, invece, Pescara (71°) e Chieti (76°). I risultati positivi per le città abruzzesi riguardano la speranza di vita, la bassa uscita precoce dal sistema dell’istruzione, il limitato inquinamento acustico e la riduzione dei suicidi. Risultano essere preoccupanti i dati relativi all’obesità, alle licenze ecolabel, alle superfici stradali pedonalizzate, alla densità di piste ciclabili e al verde urbano fruibile.

Altri elementi considerati nella ricerca sono l’analisi degli investimenti pubblici, per capire come distribuirli in modo corretto per promuovere efficienza e sviluppo, ed il ruolo e il contributo dei manager per supportare gli amministratori locali nel processo decisionale.

La stabilità politica, poi, è necessaria per mettere in campo azioni che avranno effetto sul medio-lungo periodo, per ridurre i costi del non fare e razionalizzare la spesa pubblica e liberare nuove risorse da investire sui territori.

Secondo la ricerca, inoltre, sono necessarie anche altre azioni per modernizzare le città abruzzesi, a cominciare dalla valorizzazione del capitale umano, per promuovere le professionalità di cui l’Abruzzo dispone e favorire l’inserimento di dottorandi e laureandi all’interno della PA e nel mondo delle imprese. Ancora la protezione delle riserve naturali e dei luoghi ad alto impatto culturale, perché l’indotto economico associato al binomio cultura-turismo ha ampi margini di miglioramento.

Stefano Cianciotta, Presidente Abruzzo Sviluppo SpA