Per il quarto anno consecutivo il Sud cresce più della media nazionale. Una crescita del Mezzogiorno così consistente e duratura nel tempo rispetto al resto del Paese non si registrava dal boom economico del dopoguerra.
La diversa capacità di risposta al ciclo economico risente della composizione congiunturale della domanda, essenzialmente formata dagli investimenti, in primis le costruzioni, ma anche dalle differenze strutturali consolidate nel corso degli ultimi venti anni.
Nel Mezzogiorno, come ha opportunamente evidenziato il Rapporto dello Svimez,  spicca il dato dell’Abruzzo (+1,9% di Pil), sostenuto dalla crescita dell’industria (+1,3%) e soprattutto dalla forte accelerazione impresa dalle attività delle costruzioni (+21,9%), conferma che emerge anche dal miglioramento degli indici delle imprese abruzzesi (Roi, Ebidta, Patrimonio netto), che si sono rafforzate e oggi sono più solide.

Il Pil abruzzese vicino al 2%, quasi tre volte quello dell’intera Italia, è avvenuto soprattutto con il boom delle opere pubbliche e la crescita record delle esportazioni della Farmaceutica e all’Agroalimentare.
La regione si conferma ancora una volta il motore della ripresa economica del Mezzogiorno, grazie all’industria, all’aumento costante delle ore lavorate nelle costruzioni, e anche al turismo, che ha finalmente superato la soglia psicologica della doppia cifra sul Pil regionale, confermandosi un asset rilevante per la crescita strategica del sistema economico abruzzese.
Al pari della cultura, come testimoniano gli straordinari eventi di promozione del territorio che si stanno susseguendo a L’Aquila in occasione di questo anno speciale, e che presto avranno come protagonisti altri luoghi della regione.
Per sviluppare i territori occorre promuovere la propensione all’innovazione e favorire una pubblica amministrazione proattiva, fattori decisivi per attrarre quegli investitori che vogliono costruire i nuovi ecosistemi (si veda il progetto Le valli della tecnologia promosso da Regione e Federmanager), o per continuare a sostenere la crescita di un settore rilevante, quale è quello delle costruzioni, favorito negli ultimi anni anche dalla capacità di dare risposte dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e da nuove infrastrutture strategiche, come nel caso dei primi due lotti della nuova ferrovia Pescara-Roma e dal completamento della Fondovalle Sangro, che sarà inaugurata nel 2027.

L’Abruzzo questi parametri vincenti sta dimostrando negli ultimi anni di possederli tutti, soprattutto nella capacità di interlocuzione con il governo e nella managerialità delle amministrazioni locali.
Prova ne è l’attenzione della Struttura di missione della Zes unica che, come nel caso del nuovo stabilimento De Cecco, ha rilasciato l’autorizzazione in soli 35 giorni.
O la velocità di rilasciare la concessione dei titoli per favorire gli insediamenti industriali, ottenuta in tempi record attraverso l’impegno dei Comuni di Penne e San Salvo (Cucinelli ed Amazon), così come di Oricola, che ha favorito l’ampliamento dello stabilimento della Coca Cola.
Non ultimo l’annuncio di Renexia di voler investire ad Ortona, per realizzare un grande impianto di produzione delle turbine eoliche.
Questo approccio fa la differenza in termini di attrattività e reputazione del territorio, elementi che sono consolidati dal rafforzamento degli ecosistemi esistenti, come nel caso dell’aerospazio, il cui Distretto, che vede come protagonisti Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio, è stato favorito proprio dall’azione di coordinamento della Regione.
Un circuito fertile e virtuoso, che va ad incrociare la disponibilità immediata della Regione e delle sue articolazioni operative nella velocizzazione degli insediamenti e in quella evidente capacità attrattiva, che in una regione di piccole dimensioni, fa certamente la differenza.

Nonostante il calo dell’Automotive, anche se i segnali nel I Quadrimestre 2026 sono confortanti con la ripresa del terzo turno nello stabilimento Stellantis di Atessa, l’annuncio da parte dell’Ad Filosa dei nuovi investimenti in Val Di Sangro del valore di un miliardo e le straordinarie performance dello stabilimento Honda, l’export abruzzese nel I trimestre 2026 ha fatto registrare un eloquente +23.5%, segnale evidente del peso e del valore che l’industria ha sul Pil regionale.

Il cluster abruzzese della Farmaceutica, infatti, ha raggiunto la cifra considerevole di 2 miliardi di export (2025 su 2024), grazie proprio alle multinazionali Menarini, Sanofi, Dompè, Alfasigma, che hanno fatto registrare un incremento in termini di export di +1370% dal 2020.
Se l’Italia è diventata il quarto esportatore mondiale, grazie soprattutto alla Moda, all’Agroalimentare e alla Farmaceutica, l’export abruzzese sta volando grazie alle ottime performance del settore farmaceutico.

Positivi i riflessi di questi numeri sulla occupazione, mai così alta in regione dagli inizi del 2000, con i suoi 512.000 occupati.
Il tasso di disoccupazione dell’Abruzzo nel 2025 è stato del 6.8%, con la componente maschile che si è attestata su un eloquente 5.2%, un punto appena sopra il livello di piena occupazione, che nella letteratura macroeconomica è indicato con il 4%.
La crescita economica, poi, ha prodotto riflessi positivi anche sulla occupazione femminile, la cui percentuale di disoccupazione è scesa in sei anni di oltre 5 punti, arrivando all’8%, la più bassa tra le regioni del Mezzogiorno.
Significativo è il dato sul tasso di occupazione giovanile dell’Abruzzo, che è ampiamente la prima regione del Mezzogiorno con il 45%.
L’Abruzzo, poi, è primo anche per il numero degli studenti universitari (45.000), in proporzione alla popolazione residente, grazie al contributo dei suoi tre Atenei (L’Aquila e Chieti-Pescara insieme hanno 40.000 iscritti) e del GSSI.

Una ulteriore particolarità risiede nella componente della ricerca avanzata, che vede ancora una volta l’Abruzzo rappresentare una sorta di unicum nel panorama nazionale, grazie all’INFN, secondo solo al Cern di Ginevra, e all’IZS, uno degli 10 Istituti Zooprofilattici italiani.
In linea con il Rapporto Istat, presentato di recente al Festival dell’Economia di Trento, il futuro della regione passa inevitabilmente dal rafforzamento dell’investimento sul capitale umano e sull’innovazione.

L’Abruzzo è la quarta regione in Italia per crescita post-pandemia, prima in proporzione agli abitanti per acquisto di immobili (+18.6% Rapporto Ance 2025), con un aumento anno su anno di presenze turistiche stimate intorno al 9,6%, sviluppo sostenuto anche dalla considerevole rilevanza che sta assumendo l’aeroporto, che nel 2025 ha superato per la prima volta nella sua storia il milione di passeggeri.
Il contributo di Leonardo, che a Chieti ospita il Security Operation Centre, il centro italiano più importante sulla cybersicurezza, e di Thales Defence, poi, è fondamentale per l’innovazione tecnologica abruzzese in un’ottica geopolitica.
Grazie a Telespazio, che dall’Abruzzo controlla i satelliti in orbita, l’Italia e l’Europa hanno lanciato da diversi mesi la sfida a Starlink di Elon Musk.
La concessione a Telespazio di ulteriori 28 milioni di euro dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso il Progetto Galileo, ha rafforzato il valore strategico dell’istituzione del Distretto Aerospaziale Abruzzo, operativo da un anno.

Dopo la costituzione del Distretto, l’accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana che sarà siglato nelle prossime settimane, segnerà un nuovo passaggio fondamentale per dare ulteriore linfa alla filiera industriale regionale.