C’è molto Abruzzo nei due maggiori indicatori economici, che qualificano la crescita
dell’Italia soprattutto nell’ultimo biennio.
Il primo dato riguarda il recente sorpasso dell’export dell’Italia ai danni del
Giappone, per anni il paradigma della qualità totale nella produzione industriale.
Questo dato è indicativo della crescente competitività del Made in Italy che, rispetto a
10 anni fa, esporta come leader mondiale non solo nei settori tradizionali della moda,
mobili e meccanica, ma sempre di più nella farmaceutica e nei prodotti alimentari,
ambiti nei quali l’Abruzzo sta incontrando una crescita senza precedenti.
Il secondo elemento di riflessione riguarda un indicatore sociale, il tasso di
disoccupazione, che riflette i notevoli progressi del mercato del lavoro in Italia.
Nel 2025 il tasso di disoccupazione, infatti, è sceso per la prima volta sotto quello
della media europea, e si è mantenuto al di sotto anche nella prima metà del 2026.
Negli ultimi mesi il numero degli occupati totali e quello dei dipendenti a tempo
indeterminato, in Italia così come in Abruzzo, hanno toccato i loro livelli massimi
mentre, all’opposto, il tasso di disoccupazione è sceso ai minimi storici da quanto
esistono le attuali serie Istat.
Nel 2019 la disoccupazione in Abruzzo era del 10,9%, oggi è arrivata al 5,2%, con la
componente maschile che di fatto ha raggiunto la piena occupazione, e la
crescita dei posti di lavoro della componente femminile, il cui tasso di
disoccupazione è 11 punti in meno rispetto alla media del Mezzogiorno.
Oggi in Abruzzo sono occupate 535.000 persone, con un tasso di occupazione del
64,8%, quasi mezzo punto in più rispetto alla media nazionale, ben oltre 13 punti in
più sopra la media delle regioni del Mezzogiorno.
Se agli indicatori iniziali aggiungiamo che per il quinto anno consecutivo il Sud sta
crescendo più della media nazionale, comprendiamo maggiormente quale è il
contributo del sistema Abruzzo nel suo insieme allo sviluppo dell’Italia.
Una crescita del Mezzogiorno così consistente e duratura nel tempo rispetto al resto
del Paese non si registrava dal boom economico del dopoguerra, e nel Mezzogiorno,
come ha opportunamente evidenziato il Rapporto dello Svimez, spicca proprio il dato
dell’Abruzzo (+1,9% di Pil), sostenuto dalla crescita dell’Industria (+1,3%),
dell’Agricoltura (+13,8% di occupati), della Manifattura (+ 13,3% di occupati),
Servizi (+ 4,1% di occupati) e dalla forte accelerazione impresa dalle attività delle
costruzioni (+21,9% di produzione), conferma che emerge anche dal miglioramento
degli indici delle imprese abruzzesi delle costruzioni (Roi, Ebidta, Patrimonio netto),
che si sono rafforzate e oggi sono più solide.
La regione Abruzzo è ancora una volta il motore della ripresa economica del
Mezzogiorno, grazie anche al turismo, che ha finalmente superato la soglia
psicologica della doppia cifra sul Pil regionale, con un aumento anno su anno di
presenze stimate intorno al 9,6%, crescita sostenuta anche dalla considerevole
rilevanza che sta assumendo l’aeroporto, che nel 2025 ha superato per la prima volta
nella sua storia il milione di passeggeri.
Al pari della cultura, come testimoniano gli straordinari eventi di promozione del
territorio che si stanno susseguendo a L’Aquila in occasione di questo anno speciale.
Per sviluppare i territori occorre promuovere la propensione all’innovazione e

favorire una pubblica amministrazione proattiva, fattori decisivi per attrarre quegli
investitori che vogliono costruire i nuovi ecosistemi (si veda il progetto Le valli della
tecnologia promosso da Regione e Federmanager), o per continuare a sostenere la
crescita di un settore rilevante, quale è quello delle costruzioni, favorito anche dalla
capacità di dare risposte dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e da nuove
infrastrutture strategiche, (i primi due lotti della nuova ferrovia Pescara-Roma) e dal
completamento della Fondovalle Sangro, che sarà inaugurata nel 2027.
L’Abruzzo questi parametri vincenti sta dimostrando di possederli tutti, soprattutto
nella capacità di interlocuzione con il governo e nella managerialità delle
amministrazioni locali, realizzando un circuito fertile e virtuoso, che va ad incrociare
la disponibilità immediata della Regione e delle sue articolazioni operative nella
velocizzazione degli insediamenti e in quella evidente capacità attrattiva, che in una
regione di piccole dimensioni fa certamente la differenza.
Prova ne è l’attenzione della Struttura di missione della ZES unica che, come nel
caso del nuovo stabilimento De Cecco, ha rilasciato l’autorizzazione in soli 35 giorni.
O la velocità di rilasciare la concessione dei titoli per favorire gli insediamenti
industriali, ottenuta in tempi record attraverso l’impegno dei Comuni di Penne e San
Salvo (Cucinelli ed Amazon), così come di Oricola, che ha favorito l’ampliamento
dello stabilimento della Coca Cola.
Non ultimo l’annuncio di Renexia di voler investire ad Ortona, per realizzare un
grande impianto di produzione delle turbine eoliche.
Questo approccio influisce sull’attrattività e sulla reputazione del territorio, elementi
che sono consolidati dal rafforzamento degli ecosistemi esistenti, come nel caso
dell’aerospazio, il cui Distretto, che vede come protagonisti Leonardo, Thales Alenia
Space e Telespazio, è stato favorito proprio dall’azione di coordinamento della
Regione.
Questi risultati l’Abruzzo li sta conseguendo in attesa della ripresa dell’Automotive,
che ha già dato segnali confortanti nel I Quadrimestre 2026, con il riavvio del terzo
turno nello stabilimento Stellantis di Atessa e l’annuncio da parte dell’Ad Filosa dei
nuovi investimenti in Val Di Sangro del valore di un miliardo, oltre alle straordinarie
performance dello stabilimento Honda.
Il cluster abruzzese della Farmaceutica ha raggiunto la cifra considerevole di 2
miliardi di export (2025 su 2024), grazie alle multinazionali Menarini, Sanofi,
Angelini Pharma, Dompè, Alfasigma, che hanno fatto registrare un incremento in
termini di export di +1370% dal 2020.
Positivi i riflessi di questi numeri sulla occupazione, mai così alta negli ultimi trenta
anni.
Oggi l’Abruzzo nella componente maschile ha raggiunto il livello di piena
occupazione, con riverberi positivi anche sull’occupazione femminile, la cui
percentuale di disoccupazione è scesa in sei anni di 5,5 punti, arrivando al 7,1%, la
più bassa tra le regioni del Mezzogiorno.
Una ulteriore particolarità risiede nella componente della ricerca avanzata, che vede
ancora una volta l’Abruzzo rappresentare un unicum nel panorama nazionale, grazie

all’INFN, secondo solo al Cern di Ginevra, all’IZS, uno degli 10 Istituti
Zooprofilattici italiani, e al suo sistema accademico.
Il contributo di Leonardo, che a Chieti ospita il Security Operation Centre, il centro
italiano più importante sulla cybersicurezza, e di Thales Defence, poi, è fondamentale
per l’innovazione tecnologica abruzzese in un’ottica geopolitica, e non è un caso se
proprio in Abruzzo, all’interno dell’Università di Chieti-Pescara, avrà sede una delle
tre aree distaccate dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza.
Grazie a Telespazio, che dall’Abruzzo controlla i satelliti in orbita, l’Italia e l’Europa
hanno lanciato da diversi mesi la sfida a Starlink di Elon Musk.
La concessione a Telespazio di ulteriori 28 milioni di euro dal Ministero delle
Imprese e del Made in Italy attraverso il Progetto Galileo, ha rafforzato il valore
strategico dell’istituzione del Distretto Aerospaziale Abruzzo, operativo da un anno,
anniversario sancito anche dal recente bilaterale sull’innovazione aerospaziale svolto
in Abruzzo tra i Governi italiano e francese, alla presenza dei ministri Urso e
Babtiste, e del presidente della Regione Marsilio.